Da Nonna Maria, la f'r'naregghja di paese, fino ai ragazzi che oggi crescono in mezzo alle farine. Il pane di Calitri si tramanda così.
Tutto comincia molto prima del panificio. Nonna Maria faceva la f'r'naregghja — parola del dialetto calitrano che significa «la fornaia»: colei che aiutava nel forno a fare il pane. Non aveva un locale suo. Aveva un mestiere, e aveva le mani.
Quando si fa il pane in un forno di paese si imparano cose che nessuno scrive. Si impara a riconoscere quando l'impasto è pronto. Si impara il rumore della crosta che si forma. Si impara l'attesa. Maria queste cose le imparò bene. E le insegnò a sua figlia, Vincenza.
Nel 1969 Vincenza Caputo insieme al marito Giovanni Iannolillo decide di aprire un panificio tutto suo. Quello che era un mestiere di paese diventa un'attività di famiglia. Il forno trova un indirizzo, una vetrina, dei clienti che lo cercano per nome.
Da quel giorno il pane di Calitri parte ogni mattina prima dell'alba. Le farine sono quelle giuste. Le mani sono quelle giuste. La pazienza è quella giusta. Niente è cambiato.
Dopo Vincenza e Giovanni il testimone passa a Nina Iannolillo, la terza generazione. Nina il forno non lo cambia: lo fa crescere. Arriva il laboratorio di alta pasticceria — i dolci delle feste accanto al pane di sempre — e arriva il punto vendita: un posto dove entrare, guardare, scegliere. Le mani sono sempre quelle di nonna Maria. E oggi, accanto al pane di ogni giorno, c'è la dolcezza che a Calitri riempie le tavole delle feste.
Accanto a Nina oggi lavora la quarta generazione. Il passaggio di testimone è in corso, e avviene come si è sempre fatto: guardando, imparando, impastando. Sono i ragazzi ad aver portato il forno oltre il paese, con l'e-commerce che spedisce in tutta Italia la stessa cura di sempre. Il pane parte ancora prima dell'alba. Adesso, semplicemente, arriva più lontano.
Nel 2021 siamo stati selezionati dalla guida «I Pani d'Italia» de L'Espresso.
Ci sono cose che potremmo cambiare per essere più veloci. Per produrre di più. Per costare di meno. Ma non le cambiamo. Ecco perché:
Compriamo grano duro da chi lo coltiva. L'olio dal frantoio del territorio. Le uova fresche. Sappiamo da dove arriva tutto. È così che dovrebbe essere.
L'impasto riposa 24 ore. Per il panettone 48. Niente miglioratori, niente scorciatoie. Si aspetta. Punto. Il pane buono diventa se stesso solo se ha tempo.
Ogni impasto è diverso dal giorno prima. Cambia per il clima, per l'umidità, per il calore. Una macchina non lo sa. Le mani lo capiscono al primo tocco. È un mestiere antico, ma è ancora il migliore.
Calitri è un paese di mille anime. Da qui parte il nostro pane per Milano, Torino, Roma. Per chi è andato via e ne sente la mancanza. Per chi non c'è mai stato e vuole capire perché tutti ne parlano.
Prima del 1969 — Nonna Maria. Faceva la f'r'naregghja, la fornaia di paese. Aiutava al forno a fare il pane per gli altri. Non aveva un'attività propria. Aveva il mestiere e l'esperienza che si tramanda solo lavorando.
1969 — Vincenza Caputo e Giovanni Iannolillo. Aprono il panificio: ufficialmente, la prima generazione dell'attività. Pane di grano duro, taralli, biscotti della domenica. Il forno parte alle quattro del mattino. Il pane esce caldo per la prima colazione del paese.
Poi — Nina Iannolillo, la terza generazione. La figlia di Vincenza e Giovanni prosegue e migliora l'attività: nascono il laboratorio di alta pasticceria e il punto vendita. Ai pani di sempre si aggiungono i dolci delle feste: panettoni, colombe, pastiere. Le mani cambiano, la pasta madre resta la stessa.
Oggi — La quarta generazione. Cresciuti in mezzo alle farine, imparando guardando, come si è sempre fatto. Oggi lavorano accanto a Nina, nel passaggio di testimone dalla terza alla quarta generazione, e portano il forno oltre il paese: l'e-commerce che spedisce in tutta Italia, l'attività che cresce. Cambiano gli strumenti, non le mani.
Punto vendita: Via Tedesco F. 32, 83045 Calitri (AV)
Laboratorio: Via Immacolata Concezione 13, Calitri (AV)
Aperti dal lunedì al sabato.
Spediamo in tutta Italia con corriere espresso.